2 notti fuori
son 2 notti che mi sveglio intorno alle 3.30 e resto a girarmi e rigirarmi nel letto per tipo 2 ore.
arrivo a scuola mezzo rincoglionito, voglia di entrare zero, meditiamo di buttarcela, ma il venerdì è sempre abbastanza leggero, sarebbe un'assenza inutile. in realtà è stato inutile intrappolarci a scuola tra 2 giorni di stop ed il weekend. mah. alla fine i prof. sono più scocciati di noi e la mattinata scorre più liscia e leggera del previsto. da lunedì, per forza di cose, ci inculeranno, e all'asciutto. amica Em annuncia di non essere pronta e mi chiede una mano, una ripassata generale. di lubrificante.
a me, in tutta onestà, scoccia troppo farmi incastrare per mettermi a ripetere cose che già - più o meno - so. ci aggiorniamo domani, le dico, ma la mia risposta al 90% sarà un bel NO.
sei il mio più stronzo caro amico, grazie.
all'uscita mi evito il bus, fratello è nei paraggi, si torna in moto, e vai!
dopo pranzo ricevo un invito da vicio e la cosa mi fa piacere, è inaspettata e vengo percorso da un bel brivido. un weekend diverso.
vicio è un amico gay che conosco da qualche anno, in totale ci siamo visti tipo una decina di volte, però abbiamo una bella confidenza. è un armadio con due ante di legno massiccio al posto dei pettorali, appassionato di wrestling e lotta amatoriale, zombie e horror vari, videogames e pornazzi di ogni genere, giochi di carte e da tavolo, pollo fritto e patate a comegghiè, come dice lui: fritte, al forno, in tegame, all'insalata, alla pizzaiola, in purè o in crocchette, al burro e rosmarino, lesse con la maionese, sbattute sul pavimento. non ho mai visto un gay mangiare così tante patate. ahahah. super-battutona. dice che un giorno aprirà una patateria.
la proposta è: weekend nella sua casa al paese con altri 5-6 amici, cena al pub domani sera per festeggiare il suo compleanno insieme ad un altro gruppo, e dài, nanerottolo, che ci divertiamo!
il paese è a quasi 2 ore da qui, infilato nel buco del culo di una montagna, ma non me la faccio fare 2 volte. (amica Em, buono studio solitario). rispondo che mi va bene tutto, tranne il risiko, per favore! l'unica volta che ci ho giocato volevo soffocarmi per la noia con una bella manata di armate.
dopo una settimana quasi sempre a casa, cambiare un po' d'aria è quello che mi ci vuole.
il paesino è proprio bello. ci sono già stato un paio di volte. è un piccolo borgo, un presepe con le stradine strette e ripide, i vasi in pietra, le panchine negli angoli più impensabili, gli scorci illuminati da lampioni neri e antichi. poi c'è una panetteria, con le luci calde, le tendine colorate e un profumo che ti apre la fame. sforna cose buonissime. tra le migliori, una pizza rustica che non sazia mai e dei biscottini che sono una droga fatta con il burro.
i miei mi chiedono distrattamente chi sia sto vicio e mi danno l'ok. si fidano di me, si sono sempre fidati. in fondo sanno bene che il massimo della droga, per me, è una confezione di biscottini. (o un bouquet di cazzi, così faccio contento il mio affezionato anonimo)
il fumo, di qualunque natura sia, mi disgusta. le droghe non mi interessano - odio pure le serie-tv incentrate sulla droga (idem quelle dove i criminali sono ritratti come eroi). l'alcol non mi piace granché, la birra mi basta dopo un bicchiere. il fatto è che detesto lo sballo e tutta la sua parte successiva, lo star male. e per cosa poi? non lo capisco. e poi voglio avere sempre il controllo di-su tutto, anche quando gioco a perderlo.
c'è un pullman che parte alle 17:00, perfetto. però non ce la faccio a prendere un regalo per vicio, d'altra parte ho avuto zero preavviso. vedrò di inventarmi qualcosa, un pensierino in natura, magari? ahahah. riempio il borsone di cose pesanti, lì fa un freddo porco.
chiedo a mio padre se può darmi un passaggio fino alla stazione principale, dove si trova la fermata del mio pullman. al solito rompe i coglioni per i classici 5 minuti, dicendo che così gli scombino il pomeriggio. lascio che finisca il suo teatrino, tanto alla fine mi accompagna sempre. non gli chiedo moltissime cose, e quelle poche volte che lo faccio lo vedo che sotto sotto ne è felice. e lo stesso vale per me: mi piace essere suo figlio e passare un po' di tempo con lui - un po', senza esagerare - anche quando si tratta, semplicemente, di un breve viaggio in auto con la radio a riempire i momenti di silenzio. mio padre ed io, in alcune cose, siamo parecchio simili. per esempio, a differenza di mia madre e di mio fratello, non ci troviamo a nostro agio con le smancerie, gli abbracci, i ti voglio bene. blah.
la zona della stazione non mi piace per niente. sembra sempre avvolta da una cupola di grigia tristezza. ringrazio di abitare dall'altra parte della città, così piena di luce anche quando è buio o inverno pesto. aspettiamo in auto l'arrivo del pullman. mio padre mi chiede se mi servono soldi. grazie, sono a posto, ora lavoro. rido. mi fa strano dirlo. poi mi chiede in quanti saremo, cosa c'è di bello da fare in questo paesino, se ci saranno anche delle ragazze... me lo domanda con gli occhi curiosi.
la zona della stazione non mi piace per niente. sembra sempre avvolta da una cupola di grigia tristezza. ringrazio di abitare dall'altra parte della città, così piena di luce anche quando è buio o inverno pesto. aspettiamo in auto l'arrivo del pullman. mio padre mi chiede se mi servono soldi. grazie, sono a posto, ora lavoro. rido. mi fa strano dirlo. poi mi chiede in quanti saremo, cosa c'è di bello da fare in questo paesino, se ci saranno anche delle ragazze... me lo domanda con gli occhi curiosi.
ogni volta non capisco mai se si tratti di una domanda innocente o se nasconda dietro qualcosa.
che faccio, sgancio la bomba - no pà, guarda che siamo tutti maschi metà dei quali gay - salgo sul pullman e saluto con la manina come se niente fosse? ovviamente no, resto sul vago, buh, è tutto molto improvvisato, vedremo. (per fortuna non mi chiede se ho con me i preservativi. una volta l'ha fatto. comunque li ho. où, non si sa mai)
io sono convinto che i miei sappiano di me, che abbiano capito che sono gay.
voglio dire, sono i miei genitori.
voglio dire, sono i miei genitori.
mia madre è al mio fianco da 18 anni, 23 giorni più 9 mesi in pancia. le basta guardarmi un secondo negli occhi per leggere tutte le sfumature del mio capriccioso stato d'animo.
e mio padre è sempre stato lì, a tenermi la fronte quando stavo male, a disinfettarmi le ginocchia sbucciate, a spiegarmi cos'è il glande e come va pulito.
lo sanno per forza. forse a tratti restano un po' disorientati, tipo da questa mia faccia da schiaffi, da questo mio modo di essere e vestire un po' stropicciato e scombinato, un po' da pugile che sta andando in palestra o da tutte queste amiche che mi chiamano, che mi cercano e che forse ai loro occhi mi danno l'arietta da playboy, da fimminaro; d'altra parte, ho questo lato un po' pink che mi fa apprezzare serie-tv zuccherose, con triangoli amorosi e atmosfere da romanzo o che mi fa riempire playlist di rihanna-spears-beyoncé-madonna-ladygaga e tutto il pop da coming-out.
potrei sputare questo rospo arcobaleno, una volta per tutte. e prima o poi lo farò. ma per il momento non serve, non lo trovo necessario. c'è un equilibrio. detto-non detto, non fa molta differenza, tutto qui. non c'è nessuna particolare paura a frenarmi.
per mia madre non credo cambierebbe molto. lei adora tiziano ferro e mika, e tutto ciò che rappresentano oltre la loro musica. forse mio padre ci rimarrebbe un po' male, credo si preoccuperebbe di più, mi vedrebbe più vulnerabile. poi, non so, i padri hanno un po' sempre questo mito dei figli maschi. una volta ad un incontro scuola-famiglia, una prof. delle medie mi definì un adorabile ragazzino tutto pepe, e ricordo perfettamente come fosse successo ieri che mio padre si irrigidì, considerato che in genere è una cosa che si dice delle ragazze.
per mia madre non credo cambierebbe molto. lei adora tiziano ferro e mika, e tutto ciò che rappresentano oltre la loro musica. forse mio padre ci rimarrebbe un po' male, credo si preoccuperebbe di più, mi vedrebbe più vulnerabile. poi, non so, i padri hanno un po' sempre questo mito dei figli maschi. una volta ad un incontro scuola-famiglia, una prof. delle medie mi definì un adorabile ragazzino tutto pepe, e ricordo perfettamente come fosse successo ieri che mio padre si irrigidì, considerato che in genere è una cosa che si dice delle ragazze.
il pullman arriva e scendo dall'auto.
oh stai attento e fatti sentire ogni tanto.
tranqui pà.
e nel mio cuore penso anche un ti voglio bene, spero di non deluderti mai.
oh stai attento e fatti sentire ogni tanto.
tranqui pà.
e nel mio cuore penso anche un ti voglio bene, spero di non deluderti mai.
ps: ho scritto il post in pullman, quasi di getto e dal tablet, non l'ho neanche corretto. mi scuso per eventuali errori.
pps: fate i bravi durante il weekend. io, al contrario, non prometto niente.
Aaaasp, ma da precedenti post avevo capito che i tuoi sapessero per certo, che lo avevi detto.
RispondiEliminaAvevo dato per scontato questa cosa :o
In ogni caso, buon divertimento.
Non prendere bouquet di cazzi, che non è un'orgia XD
Una cosa mi attira di te/del tuo blog: racconti la tua vita nello stesso stile con cui io scrivo storie inventate. Forse in questo siamo davvero simili :)
Moz-
ciao moz!
Eliminasì capisco perché tu l'abbia dato per scontato :) come ho già scritto, la mia famiglia, in generale, ha una mentalità piuttosto aperta (molto più di altre che conosco)... però no, non l'ho ancora detto, né loro me l'hanno mai chiesto XD ogni tanto è mio fratello a farmi qualche battutina u.u a volte sono stato sul punto di dirlo, ma poi non so perché le parole mi si incastrano in gola.
tranquillo, nessun bouquet per il momento. tutto dorme. purtroppo. ahahaah però ci sono ancora oggi, notte compresa, e parte di domani. chissà che non spunti fuori qualcosa... un tulipano, un tronchetto della felicità *_* spero non un bonsai! ahahaha XD
chissà che storie s'inventa quella tua testolina :D sono curioso di leggerle :)
Ok, ora tutto più chiaro. Secondo me comunque non sono cose da dire per forza, perché ognuno è quel che è e dirlo ci incastrerebbe in una gabbia definita. Sarà che io, in tutto, non amo essere ingabbiato e quindi mi suona male: cosa dovrei dire? Mamma, papà, se sbarcassero gli alieni il mio sogno è farmene uno? :)
EliminaOh dai, goditi la giornata tra amici, mica c'è sempre bisogno di sesso. Io già penserei a cosa fare per pranzo e cena (cucinare, non scopare XD)
Divertitiiiii!
Le mie storie? Qualcuna la trovi sul blog; un romanzo -scritto più come scrivi tu- è in fase di scrittura :)
Moz-
non saprei moz, io la vedo-vivo in maniera diversa. a questo punto credo che tutto dipenda da come ci si percepisca: se fluidi o definiti. io mi sento definito e risolto. sono gay ed è una cosa che si intreccia con la mia totale identità. mi piacciono gli uomini, punto. coetanei, più grandi, biondi, mori, magri, panzuti, bear, nerd, truzzi, timidi, estroversi... non importa. mi faccio ispirare da cose diverse, ma sempre e solo da uomini. o alieni uomini XD ahaha ma non sono previste altre alternative o cambi di rotta :D
Eliminagrazie, mi sto già divertendo molto, c'è una bella atmosfera e un sacco di cose buone... da mangiare intendo ;D
recupererò senz'altro le tue storie sul moz o'clock :)
Gli alieni non hanno sesso, penso. Come gli elfi :) In effetti mi scoperei pure Puck XD
EliminaDai, continua a mangiare e divertirti! :D
Moz-
ho cercato sto Puck, suppongo ti riferisca al personaggio di un fumetto che ti piace :)
Eliminae con questa, credo di averle sentite davvero tutte AHAHAH
Secondo me fai bene a non fare dichiarazioni esplicite ai tuoi, non per paura o che, ma perché sono le etichettature (sessuali e non) a essere cretine e superflue. Uno è come è e come cazzo gli va, punto e basta.
RispondiEliminap.s. Pensa che sono andato sul vocabolario a cercare "cheeky" (l'angloide mi vede autodidatta, a skqhuola studiai Francese) e il fatto che significhi, come immaginavo, sfacciato o impertinente è una coincidenza che mi ha molto divertito. Perché coincidenza? Perché anni fa, nei suoi ultimi giorni di vita, la mia dolcissima mamma mi rivelò che i suoi da piccola la chiamavano affettuosamente "Cichi" (scritto così). Non potevano sapere il significato inglese, eppure mia madre, per quanto persona tenera e gentile, sapeva anche essere impertinente con chiunque lo meritasse, dote che ha trasmesso in pieno al figlio scrittore... :)
Buon fine settimana!
ciao, zio impertinente! :D
Eliminagrazie per aver condiviso questo ricordo :) è una coincidenza davvero particolare! chissà... ci sono comunque dei modi di dire, anche dialettali, che derivano dall'inglese ma non ci facciamo caso :)
quanto al dirlo-non dirlo ai miei, un giorno lo farò, perché io non la sento come un'etichetta, è il mio modo di essere, e non posso escluderli da ciò che sono. significherebbe anche non renderli partecipi di una mia eventuale felicità al fianco di qualcuno, e questo non lo voglio :)
grazie e buon fine settimana anche a te!
Perché la tua tua vita sembra una serie TV e la mia sembra avere la trama di un porno senza sesso?
RispondiEliminaciao !straight
Eliminasu, allora metti un po' di sesso in questo porno XD scherzi a parte, io non credo di avere una vita così da serie-tv, è questo che viene fuori? in fondo non faccio nulla di speciale... studio-esco-vedogente :)